Io vorrei stare sopra le tue labbra…

Io vorrei stare sopra le tue labbra

“Io vorrei stare sopra le tue labbra per spegnermi alla neve dei tuoi denti. Io vorrei stare dentro il tuo petto per sciogliermi al tuo sangue. Fra i tuoi capelli d’oro vorrei eternamente sognare. E che diventasse il tuo cuore la tomba al mio che duole. Che la tua carne fosse la mia carne, che la mia fronte fosse la tua fronte. Tutta l’anima mia vorrei che entrasse nel tuo piccolo corpo”…

(Federico García Lorca)

E come potevamo noi cantare…

E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero

“E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento”.

Salvatore Quasimodo

Se tu smettessi di baciarmi credo che morirei soffocata

Se tu smettessi di baciarmi io

“Se tu smettessi di baciarmi credo che morirei soffocata. Hai quindici anni ne ho quindici anch’io. In due ne abbiamo trenta
A trent’anni non si è più ragazzi. Abbiamo l’età per lavorare. Avremo pure diritto di baciarci.Più tardi sarà troppo tardi. La nostra vita è ora. Baciami!”…

Jacques Prévert

L’amore, quando si rivela…

amore Pessoa

L’amore, quando si rivela, non si sa rivelare. Sa bene guardare lei, ma non le sa parlare. Chi vuol dire quel che sente non sa quel che deve dire. Parla: sembra mentire… tace: sembra dimenticare… Ah, ma se lei indovinasse, se potesse udire lo sguardo, e se uno sguardo le bastasse per sapere che stanno amandola! Ma chi sente molto, tace”…

Fernando Pessoa

Mille anni e poi mille non possono bastare…

Mille anni e poi mille non possono bastare

“Mille anni e poi mille non possono bastare per dire la micro eternità di quando m’hai baciato, di quando t’ho baciata un mattino nella luce dell’inverno al Parc Montsouris a Parigi. A Parigi. Sulla terra. Sulla terra che è un astro”.

Jacques Prévert

E so molto bene che non ci sarai…

E so molto bene che non ci sarai

“E so molto bene che non ci sarai. Non ci sarai nella strada, non nel mormorio che sgorga di notte dai pali che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menù, o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee, nei libri prestati e nell’arrivederci a domani”.

Julio Cortázar

Il suo sguardo come il tuo, amabile bestia…

Il suo sguardo come il tuo, amabile bestia, profondo e freddo, taglia e fende come un dardo

“Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; trattieni le unghie della zampa, e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati di metallo e d’agata. Quando le dita indugiano ad accarezzare la tua testa e il dorso elastico e la mano s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrico, vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo come il tuo, amabile bestia”…

Charles Baudelaire

I poeti lavorano di notte…

I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro

“I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere iddio ma i poeti nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle”.

Alda Merini

Mentre ti stringo fra le braccia…

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte

“Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte. Il primo per vederti tutto il viso. Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca.

E tutto il buio per ricordarmi queste cose.

Mentre ti stringo fra le braccia”.

Jacques Prévert